Ultima modifica: 19 Maggio 2021

La Marconi a Milano!

La Scuola Secondaria Marconi collabora con il Museo della Scienza e Tecnologia di Milano

Tre insegnanti della Scuola Secondaria Marconi hanno avviato una co-progettazione con il Museo della Scienza e Tecnologia di Milano per il trasferimento in ambito scolastico del laboratorio Future Inventors.

Dopo l’iniziale stupore che da una piccola scuola di provincia venissero richiesti insegnanti esperti per una collaborazione con il Museo è seguita la soddisfazione che venisse riconosciuto l’impegno in precedenti progetti nazionali che le aveva viste protagoniste. “Ci siamo messe al lavoro per poter dare il nostro contributo con la convinzione che la nostra collaborazione avrebbe portato una crescita culturale anche per il nostro istituto visto che avremmo avuto l’occasione per confrontarci con altre realtà scolastiche provenienti da regioni diverse”.

Il nuovo laboratorio Future Inventors si inserisce tra gli strumenti per raggiungere l’obiettivo principale di questo “Museo del divenire del mondo” e che rappresenta la finalità della comunicazione scientifica: l’alfabetizzazione scientifica e tecnica dei giovani in un Paese in trasformazione. Questo laboratorio è dotato di apparecchiature sofisticate e immersive create da artisti di fama internazionale e può esser fruito da studenti e famiglie che frequentano il Museo. La metodologia applicata si basa su tre fasi: capture, focus e engage. Il “capture” è il forte coinvolgimento emotivo che avviene tramite un’esperienza corporea di immersione in un ambiente di colori, suoni, immagini e di interazione che coinvolge tutti i sensi. Il passo successivo, il “focus”, prevede la “scoperta” della tecnologia che sta dietro alla realizzazione dell’evento iniziale, mediante un lavoro di cooperazione e relazione in gruppo. I temi in ambito STEAM, vengono interpretati in chiave analogica e digitale. Si consente quindi un approccio diverso ad una disciplina vista dai giovani soprattutto come mezzo rapido per ottenere delle facilitazioni ma che sembra non aprirsi ad una dimensione umana. Il ‘digitale’ rappresenta invece lo strumento che permette di esplorare contenuti scientifici e aspetti di metodo.  Infine con la fase “engage” si dà spazio alla creatività, all’arte, all’espressività e quindi alla comunicazione mediante linguaggi emotivi. In questo modo la tecnologia si inserisce in un’esperienza estetica e formativa in quanto coinvolgente. La richiesta fatta alle docenti da parte del Direttore Education & Project Leader per Future Inventors, Maria Xanthoudaki, e dallo staff educativo del Museo, è stata di partecipare ad un lavoro di co-progettazione insieme ad altri docenti esperti con l’obiettivo di realizzare un nuovo metodo educativo che contribuisca all’arricchimento e al potenziamento dell’insegnamento e dell’apprendimento delle discipline STEM nella scuola secondaria di I grado. L’intento è di proporre approcci innovativi che integrano contenuti scientifici, strumenti tecnologici e nuove metodologie al fine di costruire conoscenze e competenze trasferibili senza perdere il contatto con gli studenti e i loro linguaggi e modi di espressione. Il progetto proseguirà con la sperimentazione dapprima in scuole pilota della regione Lombardia e poi si estenderà ad altre scuole e includerà anche il nostro Istituto. Le docenti Annalisa Catalano, Alessandra Bertola e Mariagrazia Pistono hanno partecipato al percorso di lavoro nel ruolo di co-progettista e ‘critical friend’, portando la propria esperienza allo scopo di arricchire e migliorare il progetto e le sue attività.